CAPITOLO II – LA MISTERIOSA CLINICA DEL DR. THOMAS WELLINGTON

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CAPITOLO II – LA MISTERIOSA CLINICA DEL DR. THOMAS WELLINGTON

Escape Room Evolution
Via Sile, 13
Silea, Italia
3291404311
http://escaperoomevolution.it/

Tema della stanza

1956
Villa Ricoletti, Studio Dello Psicologo
Dr. Thomas Wellington

Eddel trova una chiave con le iniziali T.W. e capisce che potrebbe appartenere al dottore, approfittando dell’assenza degli altri abitanti della casa decide di cercare la risposta al mistero. Sa che tra i sospettati ci sono il Dr. Thomas Wellington, e il suo assistente. Eddel percorre le strade della piccola città fino alla clinica del Dr. Thomas Wellington. Trova strano che riesce facilmente a entrare nella clinica, ma proprio quando entra nell’ufficio del dottore la porta si chiude improvvisamente dietro di lei. Sulla scrivania del dottore trova alcuni dossier del detective che si era occupato del caso di Corelia Ricoletti. Che cosa ci fanno lì quei incartamenti? Il mistero si infittisce ancora di più, ma in 60 minuti, il dottore ritorna e non può assolutamente trovare Eddel nel suo ufficio. Aiuta Eddel a scoprire il segreto meglio custodito da Thomas. Guidala attraverso gli enigmi, accompagnala nel suo viaggio nel tempo e insieme forse riuscirete a fuggire.

http://escaperoomevolution.it/thomas-wellington/

Silea disponibile in inglese Intermedia 2-5 persone 60 minuti

Recensione di Find Your Escape

Il secondo capitolo

Le due stanze di Escape Room Evolution narrano la storia misteriosa di Villa Ricoletti e dei suoi inquilini.
Abbiamo trovato due configurazioni di stanze che non avevamo mai visto e che ci sembrano molto interessanti.
La stanza “Il sogno di Eddel Amun” (il capitolo uno della storia) è infatti stata costruita due volte, così da permettere a due gruppi di amici di sfidarsi in tempo reale sugli stessi enigmi.
La seconda situazione intrigante di cui parliamo è la possibilità di poter prenotare due ore consecutive e giocare al capitolo uno e al capitolo due (“La clinica del dottor Tomas Wellington”) in maniera sequenziale, senza mai uscire dal gioco.
In questo caso bisogna essere un solo gruppo.
Data la particolarità di queste possibilità ci sentiamo di consigliare vivamente la scelta di una di queste due configurazioni.
Noi abbiamo scelto la configurazione delle due stanze una dietro l’altra. Lo staff cordialissimo e simpatico di Escape Room Evolution ha realizzato queste due stanze con grande passione e cura dei particolari e della storia, ed il risultato è stato, per noi, due ore di gioco incalzante e pieno di colpi di scena, alcuni dei quali veramente originali.
La cosa che ci ha colpito maggiormente delle due stanze è la meticolosità delle scenografie ed i divertentissimi meccanismi presenti. Un mix di artigianalità ed elettronica perfetti. Nulla è lasciato al caso, l’arredamento è curato in maniera maniacale, tutto perfettamente pulito e tenuto alla perfezione.
La struttura è perfetta per addii al nubilato/celibato, per feste di compleanno e team building. L’ampia hall di accoglienza e la cassaforte che custodisce regali e premi, darà un tocco in più al vostro evento.
Veniamo al dettaglio. La prima stanza della saga, “Il sogno di Eddel Amun”, è ambientata a metà degli anni 1800 e si svolge in piena oscurità. Gli enigmi non sono particolarmente difficili, ma dovrete pensare assolutamente fuori dagli schemi. Non mancheranno effetti wow comandati informaticamente da tecnologie avanzate, il tutto senza scadere nell’anacronismo. I passi da fare saranno molto sequenziali. Questo vi faciliterà il gioco e anche se sembrerà che non tutti possano partecipare attivamente, in realtà mentre qualcuno risolve un enigma, gli altri potranno dedicarsi all’attività di ricerca, che è molto intensa in questa room.
Gli aiuti verranno dati, se occorre, tramite uno speaker.
 
La seconda stanza, “La clinica del dottor Tomas Wellington”, si svolge invece a luce accesa.
Tra una stanza e l’altra c’è un salto di 100 anni: lo capirete sia dall’arredamento che dal tipo di enigmi e tecnologie usate.
La particolarità di questa stanza è la mancanza di lucchetti (si tratta infatti di una scelta fatta volutamente per rimanere in linea con l’ambientazione storica). Ed infatti non se ne sente la mancanza, dato che ogni enigma è stato strutturato in maniera perfetta, come perfetta è l’ambientazione e la cura dei dettagli e la scelta di ogni oggetto o arredo utile o superfluo per il gioco.
L’omogeneità e la qualità dell’ambiente, infatti, dà alla squadra la sensazione che tutto possa entrare in gioco, senza che si notino differenze tra oggetti utili e semplici arredamenti o abbellimenti. E questo spinge il team a cercare davvero dappertutto e a non dare nulla per scontato.
Abbiamo trovato anche qui dei meccanismi sorprendenti, che credevamo essere comandati a mano, che si alternano a situazioni più cerebrali, studiate e ragionate sempre in gruppo.
 
Insomma, se passate per Treviso e avete voglia di farvi un’Escape Room, passate da Escape Room Evolution e non resterete delusi.

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